Ora che ho visto 20 anni bruciare giorno per giorno quasi immortale sento il mio corpo la mente ben fatta niente confini niente illusioni
Giorni di luce i miei primi 20 anni toccato e baciato sui piedi e le mani Scritto canzoni perso il mio nome gli occhi la bocca la mia vera voce Suoni e parole che non servono a niente Difficile dire aprire la mente
Poi all’improvviso paura del vuoto Fausto in delirio Fausto in un sogno Notti disconnesse tutto è irreale le strade si allargano e il cielo scompare Suoni privati pensieri esclusivi i sensi perduti davanti al computer
Macchine di guerra agenti segreti ti rubano i giorni l’amore la vita Strano l’amore quando viene davvero offeso e umiliato fin quando non muore
Non puoi dormire soltanto sognare erba che brucia questo fa bene Fuori da tutto fuori per sempre grande illusione la terra dei morti
Ora che ho visto il tempo tornare Non con gli occhi non con il cuore.
L’onda sulla sponda fa schiuma si sfuma e’ inutile buttare acqua sul fuoco come a Cuma sole e’ oro e argento e’ luna e il Vesuvio sulla costa fuma e il vento porta zolfo e aroma il golfo ispira il poema di una sirena protagonista di questa odissea mi diede le note come dote con gli occhi come la notte pelle come latte mare come letto ti canto questo sonetto che tratta di un ritratto fatto ad una dea mi devi credere Partenope e’ piu’ bella di Venere e se e’ una bugia bruciatemi perche’ niente e’ piu’ fertile della cenere non muore questa etnia e questo gene e quello che mi scorre nelle vene se poi muoio si mischia terra e sangue come il posto dal quale provengo dove si miscela il magma con il fango e quello che abbiamo e’ il rango e se non lo vedi…scava tesori nel cuore come le stive sotto le navi se vuoi capire Napoli eccoti le chiavi in mano e se entri e’ inferno e paradiso sacro e profano lotta tra Abele e Caino chi fa i voti ai santi e chi ancora dom anda alla Sibilla sorte e destino cultura greco-latina nella confusione tra fasti e fatti nefasti questa gente mista esalta gesta, pasta, casta e dinastia filosofia e poesia basta un’idea e Napoli distrugge e crea.
ODISSEA…
Ne ho visti di posti giusti ma mai nessuno come questo ne ho conosciuto artisti ai quali e’ bastato inchiostro per descrivere questa citta’ per farlo ci devi vivere solo se le vedi, credi a queste meraviglie il sole che corre per corridori di terra urla e casino neanche ci fosse la guerra lazzari e scugnizzi fuori a questi palazzi arazzi dentro e panni stesi di un’altra razza fanno da bandiere all’esterno ammira i tesori del passato il rigattiere possiede un gioiello e non lo sa se lo e’ dimenticato percio’ adesso apri gli occhi dimmelo tu specchio delle mie brame qual’e’ la piu’ bella di questo reame Napoli oggi, Palepoli ieri qua l’aria profuma di storia e che piacere tra questi quartieri se senti le sfumature del dialetto capisci questa terra con quanta gente ha fatto l’amore quindi mi metto di notte con una stilo e dipingo il profilo di questo confetto che affanna e da quest’onde che bagnano le sponde e dalla schiuma si crea un altro poema come questa ODISSEA.
Accetta le gioie e pure le pene questa e’ la scena fattene un’idea ha la nomea questo posto e’ un’Odissea bene o male verita’ e bugie va cosi’ come deve andare questa e’ la filosofia
1966 le regie le firmava Dino Risi, i film li interpretava Totò e alla camera dei deputati c’era Pertini. 2010 le regie le firma Neri Parenti, i film li interpreta Massimo Boldi e alla camera dei deputati siede Berlusconi. L’ Italia non è come il suo vino.